sabato 19 marzo 2016

Importante convegno di studio su Libero

di Marcello Flores, Direttore scientifico dell’INSMLI


A Bologna convegno su Libero organizzato dall'INSMLI

L’INSMLI, insieme con l’Istituto Parri Emilia-Romagna e con la Fondazione Riccardo Fedel di Milano, ha deciso di dedicare un pomeriggio di riflessione e discussione di tipo seminariale al tema:

Il Comandante Libero e la Resistenza in Romagna: una discussione storiografica e documentaria.

Recenti contributi di tipo storiografico e documentario hanno riacceso l’interesse per una questione che per anni è stata al centro di polemiche, contrapposizioni, interpretazioni divergenti e contrapposte. Pensiamo che a ridosso del 70° della Resistenza, un anniversario che ha mostrato la maturità ormai raggiunta dal dibattito storiografico, ma anche dalla coscienza collettiva e in cui la realtà di una Resistenza molteplice e multiforme si è imposta definitivamente come paradigma storico, sia possibile affrontare temi che sono stati a lungo considerati «scomodi» o addirittura «pericolosi». L’intento del seminario è provare a fare il punto sulla questione, sia rispetto alle fonti e alla documentazione sia rispetto ai diversi interrogativi storiografici che ancora non sono riusciti ad avere una risposta chiara e condivisa. Non si tratta di appoggiare questa o quella interpretazione, ma di misurare la possibilità, oggi, di rispondere con maggiore coerenza interpretativa e base documentaria a quegli interrogativi che riguardano una figura di capo partigiano, ma al tempo stesso la storia intera del movimento partigiano in una zona precisa e in un tempo circoscritto.
Bologna, 1° aprile (14:30 – 18:30)
14:30 – Marcello Flores (Direttore scientifico dell’INSMLI), Gli interrogativi storiografici  sulla Resistenza
14:45 – Luca Alessandrini (Coordinatore Direzione Istituto Parri), Le questioni aperte sulla  Resistenza in Romagna e il «caso Libero» 
15:00 – Nicola Fedel (Segretario della Fondazione Comandante Libero), La documentazione  su Libero e la Resistenza in Romagna
 A seguire: interventi programmati di altri studiosi e ampia discussione aperta.

Perché Artioli non difende il nome partigiano?

di Nicola Fedel

Spiace sia stato necessario ricorrere in giudizio per veder affermata 
una verità ovvia (la sentenza non è ancora definitiva). 
Pensiamo che Artioli avrebbe potuto e dovuto riconoscere spontaneamente 
di aver sbagliato, contribuendo così a tutelare la memoria 
di un partigiano combattente, come peraltro previsto dallo Statuto dell'Anpi. 
E invece (incredibilmente spendendo il nome dell'Anpi ravennate 
per esprimere una discutibile posizione personale), 
ha voluto agire diversamente. 
Chissà perché...