sabato 14 giugno 2014

La Repubblica partigiana del Corniolo

2 febbraio 1944 – La Brigata Garibaldi Romagnola, guidata dal Comandante Libero (Riccardo Fedel) istituisce la “Repubblica Partigiana del Corniolo” nella zona di Forlì. L’impatto simbolico fu enorme in quanto la Repubblica nacque nel territorio di nascita di Mussolini. Fu il primo esempio di governo autonomo, solo il 4 giugno Roma venne liberata. Durò fino al marzo del 1944.

 "La giurisdizione si estende dall'omonimo paese di Corniolo  (Frazione del comune di Santa Sofia - Forlì) al suo comprensorio, tutto montuoso e compreso nei comuni di Santa Sofia, Premilcuore, Bagno di Romagna "Il Comando si installa nel palazzo di un agrario che l'ha lasciato vuoto. Vengono costituiti a tre chilometri di distanza i blocchi di sicurezza, nessuno potrà più uscire né entrare senza il lascia passare del Comando. Ha luogo un comizio per la popolazione (...). La vita funziona regolarmente (...). I contadini sono invitati a non pagare tasse al Comune di Santa Sofia fino a quando esisterà il podestà fascista". "I poteri cittadini erano consegnati ad un comitato facente capo al comando dei partigiani, che regolava la vita civile, il commercio del bestiame e riscuoteva le tasse, come risultava dal 'Diario' di don Sabino Roverelli, parroco della chiesa del posto. «L'esperienza si prolungò per circa venti giorni durante i quali furono discussi e adottati numerosi provvedimenti di gestione diretta», di riforma agraria, incluse misure «discliplinari» nei confronti dei partigiani «cui fu proibito l'uso di bevande alcoliche e l'accesso ai caffè».

(Dino Mengozzi – L’unione dei Lavoratori Italiani e il Movimento “Popolo e Libertà in Romagna – Angeli editore)


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